mandaci una e-mail con il tuo racconto!

CONCORSO PER GRANDI E PICCOLI ...

Se scrivi racconti per bambini ce li puoi inviare

e noi li pubblicheremo in questa pagina...

LE VOSTRE STORIE...
La mucca e l'orsa ballerina di Marco (Ocram) e Diana (Anaid) Bulf (Flub)
"Isidoro il grande guerriero" di Fabio Dalmasso
" Gli Angeli non sanno..." di Enrico Matteo Ponti.
Proverbi Cinesi a cura di Jennifer Longo
"La Mia Patria" di Papino
"Il folletto tonio e il fantabosco " di Debora Anticoli
"La collina" di Giulietta
"Il folletto del lago blù" della mamma di Aurora

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ISIDORO IL GRANDE GUERRIERO

C'era una volta, in un paese del lontano Medioevo, un bebè che era il secondo figlio del Re.

Poichè stava per avere un quinto figlio, il Re, per evitare problemi di successione, affinchè i fratelli non combatessero fra di loro per l'eredità , decise di eliminare il secondo figlio che si chiamava Isidoro.

Lo consegnò al cavaliere Romanino per portarlo in una campagna sperduta e lasciarlo morire li di sete e di fame.

Il cavaliere Romanino, siccome aveva un cuore d'oro invece di uccidere il bambino lo affidò a una famiglia di contadini.

Gli anni passarono e il vecchio Re morì.

Intanto dei quattro figli del Re ne era sopravvissuto uno solamente chiamato Carlos, gli altri erano morti a causa di una terribile epidemia che aveva colpito il Regno.

Isidoro allevato con amore dai suoi genitori adottivi era cresciuto sano e forte e sognava di diventare un cavaliere.

Il fratello Carlos era diventato un Re dispotico e malvagio e aveva aumentato le tasse.

I guadagni dei genitori adottivi di Isidoro purtroppo non erano sufficienti a pagare le tasse e Carlos li rinchiuse in prigione.

Non sapendo cosa fare Isidoro dopo qualche tempo decise di arruolarsi nell'esercito per poter pagare i debiti dei suoi genitori contadini.

Andò via a malincuore anche perchè dovette lasciare la sua bellissima e carissima amichetta che si chiamava Beatrice.

Nell'esercito scoprì di avere molte doti e di essere un combattente valoroso; era uno dei migliori.

Dopo numerose imprese il cavaliere Romanino un giorno lo riconobbe.

Non ebbe però il coraggio di raccontargli le sue origini.

Dopo un pò di indecisione un giorno lo andò ad incontrare e gli svelò il segreto.

Quando Isidoro scoprì che era di sangue reale il suo primo pensiero fu quello di liberare i suoi genitori contadini e di dare una punizione al fratello malvagio Carlos.

Con l'aiuto di Romanino riuscì ad allearsi con gli Asburgo d'Austria e ottenne una armata per combattere Carlos.

Isidoro si mise subito in marcia verso il Regno del fratello che gli mandò contro le sue truppe.

La resistenza fu inutile.

Accerchiato il castello di Carlos, dopo pochi tentativi, Isidoro riuscì ad espugnarlo.

Liberò i suoi genitori, mise in prigione Carlos e ridusse le tasse ai suoi sudditi.

Un giorno mentre passeggiava a cavallo in una campagna del Regno incontrò una bellissima ragazza che coltivava i campi.

Colpito dalla sua bellezza e dalla sua semplicita le chiese di salire sul suo cavallo e le raccontò la sua storia.

La ragazza con grande meraviglia riconobbe Isidoro e allo stesso tempo Isidoro riconobbe Beatrice.

Il cavallo come se avesse le ali volò verso il Castello e dopo pochi giorni Beatrice divenne la Regina al fianco del Re.

Isidoro e Beatrice vissero a lungo amati da tutto il popolo per la loro bonta e saggezza.

(Fabio Dalmasso - Cagliari - Scuola media)
TORNA ALL'INDICE DELLE STORIE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GLI ANGELI NON SANNO...
Anche per un Angelo i piaceri e le beatitudini del Paradiso, alla lunga, possono diventare un pochino noiose, specie poi se si tratta di un Angelo custode che non vede l'ora di scendere sulla terra per "assistere" la creatura che il Padreterno deciderà di affidare alle sue cure.

Fu così che Cuoredoro, questo è il nome del nostro Angelo, un giorno si e un giorno no andava a chiedere all' Ufficio Missioni Speciali se ci fosse qualche novità per lui. Ma la risposta era sempre la stessa : " Ripassa!"

Cuoredoro era veramente stanco di dover trascorrere il suo tempo facendo jogging fra le nubi, giocare a carte con i cherubini o rincorrere i palloncini che i bambini si fanno sfuggire dalle mani.

Ovviamente faceva sempre i suoi bravi compitini ; teneva ordinata e pulita la sua nuvoletta, accendeva le stelle, dava la carica ai vecchi orologi dei campanili, spolverava i sogni di pace degli uomini evitando che ci crescessero le ragnatele, sempre, però, nell'attesa di conoscere il "pargolo"
a lui destinato.

Finché un bel giorno….

Tirate a lucido le ali, sbiancato a più non posso l'abito, pettinati i ricci, Cuoredoro si presentò davanti al Padreterno che lo aveva, finalmente , mandato a chiamare.

" E' una missione importante, molto, molto importante. Vai e non mi deludere. So di potermi fidare di te " gli disse l' Eterno, bofonchiando da dietro la sua stupenda barba bianca.

"Grazie, grazie. Ti farò fare una splendida figura. A presto. Ciao, Ciao……"
Non aveva ancora finito di salutare che Cuoredoro già volava lontano.

Ma una voce tuonante gli intimò: "Dove vai? Torna indietro, hai dimenticato l'indirizzo……Cominciamo proprio bene!"

Una rapidissima inversione di rotta, un passaggio quasi radente sulla scrivania per prendere il primo foglio da una lunga pila che tremolava tra penne d'oca, telefoni, fax, computer e antichi, ingialliti volumi, una sfilza di "scusa, scusa, scusa…." E poi di nuovo via , destinazione terra.

Tutta una tirata, a tavoletta, senza fermarsi mai, neanche per una sosta all' Holy Grill.

Cuoredoro prese fiato solo dopo un atterraggio perfetto.

"Subito al lavoro….." esclamò cominciando a rovistare nelle mille pieghe del suo camicione alla ricerca della tasca dove aveva infilato il foglio.

Ma la sorpresa fu davvero enorme nell'accorgersi di avere non uno ma ben due indirizzi e non uno ma ben due nomi di bambini da accudire.


"E adesso…..? si domandò sgomento cominciando a pensare a cosa mai potesse essere successo.

"Un errore del Padreterno? Impossibile. Non sbaglia mai ! Un errore dei suoi collaboratori? Meglio non dirglielo perché potrebbe mandarli a pulire la Via Lattea per qualche migliaio di anni luce. E,se, invece, per la fretta, avessi sbagliato io a prendere due indirizzi invece di uno solo? O se la missione importante, molto, molto importante, fosse proprio quella di dover accudire due bambini ?"

Cuoredoro non sapeva proprio cosa fare. Stette un po' a pensare a tutte le soluzioni possibili, ma si convinse che bisognava a tutti i costi evitare di tornare "su" a chiedere spiegazioni. Poco, poco avrebbe rischiato di perdere l'occasione e di restare a spasso per chissà quanto altro tempo.

L'unica soluzione era quella di tentare.

E così fece.

I due marmocchi si rivelarono veramente simpatici.

Mangiavano con appetito, dormivano sereni e tranquilli, avevano due mamme e due papà che li seguivano con tanto amore e Cuoredoro riusciva ad accudirli senza troppa fatica.

Ma i problemi, quelli veri, iniziarono quando Mattia e Claudia cominciarono a crescere.

Allora si che il nostro Angelo si accorse di tutte le difficoltà della sua scelta. Tanto più che, non ve lo avevamo ancora detto, le famiglie dei due frugoletti abitavano in due diverse città…

Pur se ogni Angelo, come tutti sanno, può spostarsi alla velocità della luce, alla lunga, questo corri di qua e di là, qualche problemino cominciava a crearlo.

Mattia si divertiva un mondo ad entrare a scuola passando per la finestra e Cuoredoro, ovviamente doveva stargli vicino per evitargli i capitomboli. Poi subito di corsa a controllare Claudia che non trovava niente di meglio che litigare con la sorellina, convinta com'era che le bambole dovessero essere tutte sue e soltanto sue….

Quindi di nuovo Mattia che in piscina si impuntava a stabilire il record sott'acqua e ancora Claudia che ogni tanto si ammalava perché le piaceva uscire sul balcone a vedere il panorama del bosco anche quando era inverno e faceva tanto freddo.

Per non parlare di quelle volte che, neanche si fossero messi d'accordo a distanza, nello stesso attimo decidevano di prendere il triciclo e via , di corsa, per cortili e stradine che più erano in discesa e pericolosi più loro si divertivano.

Fino ad arrivare alle prime marachelle: dai peccatucci di gola ( Mattia trangugiava liquirizia e Claudia andava matta per la cioccolata) alle prime bugie, agli eccessi di curiosità e a tutto quello che i bambini, tutti i bambini, anche i più buoni, ogni tanto ( per fortuna non ogni giorno….) sembrano voler fare a tutti i costi, quasi per mettere alla prova il loro Angioletto custode.

Più i bambini crescevano, più crescevano i problemi e Cuoredoro correva sempre di più.


Le prime delusioni, i primi malanni seri, i primi esami veri, i primi scontri con la vita senza l'aiuto della mamma e del papà ma solo con quello, silenzioso e riservato, dell'Angelo custode.

"Non ce la faccio più. Possibile che il Grande Capo non si accorga di quanto sia faticosa questa missione? Abitassero almeno nella stessa città! No! Neanche questo. Ora basta!"

Cuoredoro ebbe una crisi di stanchezza e sembrava proprio deciso a rinunciare.

"Faccio un salto su, spiego bene la situazione, protesto un po' e chiedo un rinforzo. Non possono non darmi retta…..Mi dovranno sentire…. E io continuerò la missione con uno solo dei due…."

Ma a questo punto del ragionamento si fermò

" E quale dovrei abbandonare? Mattia? Mai e poi mai. Va bene è un po'scavezzacollo e mi da tanti problemi e spesso mi costringe ad interventi all'ultimo secondo per tirarlo fuori per i capelli da qualche brutta situazione ma è così buono, così generoso, così intelligente… No, lui,no!"

E Cuoredoro continuò a pensare.

"Allora devo lasciare Claudia? Ma fossi diventato matto? Biricchina quanto vuoi, a volte anche un po' capriciosetta, un pizzico aristocratichina ma è tanto carina, così sensibile e poi conoscendola a fondo come fai a non volerle bene? No, non posso lasciare neanche lei. Ma che cosa posso fare?"

Pensa che ti ripensa, finalmente una buona idea gli balenò nella mente.

"Se metto in moto tutte le mie conoscenze, e modestamente ne ho…, posso almeno far sì che vadano tutti e due ad abitare nella stessa città. Sarebbe già un grosso passo avanti.

Detto fatto.

Qualche telefonata alle persone giuste, qualche nuova occasione di lavoro, i nonni che non vedevano l'ora di avere i loro nipotini più vicini e, voilà, il gioco e fatto.

Quei bricconi ovviamente senza saperlo, sembrava lo facessero apposta a restare lontani: studi, amici, sport diversi. Finche Cuoredoro si spazientì veramente e che cosa ti andò ad inventare ?

Con una serie di trucchetti, da diavoletto più che da angioletto, fece ritrovare tutti e due, alleluja, alleluja, si ritrovarono, quasi per caso, nella stessa scuola.

Cuoredoro toccava il cielo con un'ala "però" pensava tra sé e sé : "ora che cominciano a essere grandicelli si potrebbe anche fare qualcosa in più…."

Solo che quello sciocco di Mattia sembrava proprio non volersi accorgere (distrazione o timidezza) di Claudia che da parte sua, invece………

Finché insisti e prova, tira e pigia, i due ex bambini cominciarono a diventare amici.

E il nostro Cuoredoro un po' più contenuto e un po' meno stanco potè, finalmente, iniziare una vita quasi normale da Angelo Custode.

Il Grande Capo sarebbe stato fiero di lui !

Ma il Capo cosa stava pensando ?

Tranquillo e sereno si lisciava la barba contento, come sempre, delle Sue scelte.

" Ma davvero Cuoredoro poteva pensare che non seguissi la Sua missione ?
Certo qualche dettaglio, preso come sono da tante e tante cose, potrà anche essermi sfuggito….."

Così dicendo ordinò al suo Serafino- archivista File, di aprire un antico e polveroso librone e scorrendo le pagine, lesse tutte, ma proprio tutte le peripezie del nostro Angelo e, quindi, la storia di Mattia e di Claudia.

Tutto scritto, tutto già scritto ….si…..si……." e mentre leggeva i riccioli della sua candida barba
fluttuavano nella brezza eterna del Paradiso.

Prese la sua eterna penna d'oca e scrisse il seguente messaggio a Cuoredoro: " grazie di tutto quello che hai fatto. E grazie per tutto quello che io solo so che tu farai …"

Perché neanche gli Angeli sanno quello che succederà domani .

Enrico Matteo Ponti , Poeta

TORNA ALL'INDICE DELLE STORIE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cheng Yu

Sono dei proverbi storici cinesi. La loro struttura è rappresentata, in genere, da 4 ideogrammi, cioè 4 parole, la cui interpretazione risulta molto difficile per chi non conosca il riferimento in esse sottinteso; pertanto chi li traduce deve illustrarne il contenuto.Questi proverbi, risalgono ad antichissime storie contenute in testi classici e sono tuttora citati nella vita quotidiana.

Aspettare la lepre accanto all’albero (shou zhu dai tu)


Un contadino vide una lepre correre veloce per i campi. L’animale andò a schiantarsi contro un albero e morì.Il contadino rallegratosi per la facile preda, decise di tornare tutti i giorni ad aspettare che si verificasse nuovamente l’evento. Il fatto talmente raro non si verificò più e intanto nel campo abbandonato, le colture andarono perse.

Non bisogna mai illudersi di fare facili guadagni.

Chi applica in modo stereotipato le esperienze, fallisce di sicuro.

 


Nascondere la malattia e rifiutare la cura (hui ji ji yi)


Un famoso medico aveva ripetutamente consigliato all’imperatore di curarsi da una brutta malattia.I suoi consigli furono vani, il re per paura di mostrarsi al popolo ammalato li ignorò e morì.

Non bisogna mai nascondere le malattie e rifiutare le cure;

camuffare i propri errori e rifiutare le critiche comporta conseguenze gravissime.


 

Comprare il cofanetto e restituire la perla (mai du huan zhu)


Un gioielliere famoso del regno di Chu aveva una perla preziosissima per la quale si fece costruire un cofanetto pregiato, ornato di giada e aromatizzato con un profumo sublime. Un uomo lo comprò a un prezzo molto elevato. Quando lo aprì vide la perla e pensando che il venditore l’avesse dimenticata gliela restituì.

Questa storia mette in ridicolo coloro che non sanno valutare le cose e si accontentano del contenitore senza capire l’importanza del contenuto.

 


Tirare in su le pianticelle per stimolarne la crescita (ya miao zhu chang)


Un contadino, preoccupato che le sue colture crescevano lentamente, un giorno si recò nei campi e iniziò a tirare su tutte le pianticelle. Quando finì era esausto ma felice, poiché gli sembrava che le messi fossero cresciute un bel pò. Tornato a casa raccontò ai figli ciò che aveva fatto. I figli preoccupati si precipitarono nei campi e trovarono le colture già appassite. Spinto dalla fretta di raccogliere, l’uomo non aveva rispettato le leggi naturali.

Chi tenta di bruciare le tappe, quasi sicuramente otterrà risultati negativi. ( Mencio)

 


Imparare il modo di camminare a Handan (Handan xue bu)


Gli abitanti di Handan camminavano con vigore ed eleganza tanto che i giovani del lontano Regno di Yan vi si recarono appositamente per apprendere il loro modo di camminare. Dopo un lungo periodo di prove, non solo non riuscirono ad imparare, ma dimenticarono il proprio modo di camminaretanto da dover strisciare per tornare nel proprio regno.

Quando si impara non bisogna mai perdere la propria esperienza. (Zhuang Zi)

 


Guardare il cielo da un pozzo (zuo jing guan tian)


Una rana che abitava dentro un pozzo disse un giorno ad una tartaruga marina :"Che felicità vivere quaggiù! Quando sono di buonumore faccio quattro saltelli intorno al pozzo, quando sono stanca faccio una bel pisolino dentro una buca, questo posto è un paradiso, se vuoi puoi entrare" La tartaruga non potendo entrare per la sua grande corporatura replicò: " Io vivo nel mare dell’est, vieni laggiù e vedrai che bello vivere in un posto incomparabilmente più spazioso." A queste parole le rana rimase con un palmo di naso.

E’ erroneo credere di sapere tutto mentre si ha una visuale molto ristretta.

TORNA ALL'INDICE DELLE STORIE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA MIA PATRIA
Gentilissima Klikkina,
ti invio , con preghiera di pubblicarla tra le storie degli amici di Klikkina, questa poesiola che veniva imparata a memoria da tutti i bimbi delle scuole elementari negli anni '50 ( ho aggiornato il numero delle
regioni che a quei tempi erano solo 15 )

Oh.... cari monti del mio Paese
Valli ridenti, pianure estese.
Lago di Garda, lago Maggiore,
lago di Como, lago d' Iseo,
Bolsena, Vico e Trasimeno.
Superbi fiumi che al mar correte
e cento macchine lieti movete.
Po serpeggiante, vago Ticino,
Adige, Arno, Tever divino,
Metauro, Tronto, Volturno chiaro
i vostri nomi con gioia imparo.
Alpi, Appennini, monti Sabini,
La Sila, gli Ernici e il Gennargentu.
Vulcano e Stromboli,
in mezzo al mare
Vesuvio ed Etna,
crateri ardenti.
Oh... dell' Italia dolci regioni:
Piemonte, Veneto e Lombardia,
Valle d'Aosta, Venezia Giulia,
Trentino ai bordi dello scarpone,
Liguria, Emilia-Romagna mia,
Rinasimento e il Rinascimento della Toscana,
Il Lazio e l' Umbria vorrei vedere
,Molise, Abbruzzo, Puglia lontana,
e la lucana Basilicata.
Molise, coste della Sicilia
e spiagge d'oro della Sardegna,
verdi paesetti, città gentili,
palazzi artistici, bei campanili.
Io vi saluto con tutto il cuore
e dell' Italia sento l' ardore.

Papino

TORNA ALL'INDICE DELLE STORIE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il folletto tonio e il fantabosco
Questa storiella è molto divertente,essa è letteralmente inventata dall’autrice.

Sono sicura che piacerà a chi la legge perchè è veramente una simpatica storiella. E sicuramente piacerà ai bambini.

Tonio è un folletto molto simpatico, generoso

Tonio ha molti amici:

il principe giglio, con la principessa Odessa, Linfa e Ronfo il dormiglione, la fatalina una fata acquatica.

Ma nel fantabosco c’è anche una guastafeste come la strega salamandra che è una strega che si diverte a

preparare gli incantesimi a tonio e ai suoi amici. La sua età non è ben definita.


Nel fantabosco vivono molti animali, ma Tonio ha due amici che gli vogliono bene, il lupo Lucio e l’orco Rubio.

Tonio ha uno strano lavoro, possiede un chiosco dove prepara strane bibite come il Blumele la Pioggialattea,

scivolizie di ogni tipo e dolci come il tiramisuper.

Come passatempo per distrarre i suoi amici Tonio ha una melevisione .

Per gli abitanti del fantabosco i giorni della settimana sono diversi:

anoredì corrisponde al lunedì, fioredì corrisponde al martedì, alamponedì corrisponde all mercoledì,

pignedì corrisponde al giovedì , il venerdì corrisponde al pescedì, per gli abitanti del fantabosco il sabato non esiste.

Nel fantabosco si sta proprio bene c’è aria pulita ci sono piante fiumi, c’è molta selvaggina

Infatti uno degli amici di Tonio

l’orco Rubio che conosce il fantabosco come le sue tasche, spesso si diverte a rincorre gli animaletti.

Gli abitanti del fantabosco chiamano la città "città la giù" .

Chi comanda nel fantabosco è il Re quercia.

Le monete le chiamano i lilleri.

Gli abitanti a "città la giù" non vanno mai

perché nel fantabosco chi sta meglio di loro? Insomma nel fantabosco si sta proprio bene!

E ci si diverte molto.

Certo ovviamente questa è solo una storiella qui l’autrice gioca con la fantasia,

ma se questa città ci fosse nella realtà si vivrebbe sicuramente meglio.

Con il Re quercia e i suoi collaboratori.

Forse questa favola vi sembrerà strana, ma forse un giorno diventerà realtà

Debora Anticoli
TORNA ALL'INDICE DELLE STORIE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La collina
Quando era piccina,
la mia mammina ,
faceva la cicoria
nella collina,
tra tanti papaveri
e margheritine.

Oggi, anch'io sono piccina
e nella stessa collina,
senza papaveri
e margheritine
respiro il profumo
della benzina
Giulietta (5° elementare)
TORNA ALL'INDICE DELLE STORIE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL FOLLETTO DEL LAGO BLU'

C’era una volta , ma molto molto tempo fa, in un regno lontano lontano, una principessa che
viveva in un bellissimo castello

Il castello aveva tante torri e bei giardini, fiori e ruscelli argentini, e così tutti pensavano che la principessina fosse felice e contenta e la invidiavano un po’ , ma nessuno sapeva che la povera Amina , perché così si chiamava la bella bambina, si sentiva tanto sola.

Il castello infatti era bello davvero, nessuno lo metteva indubbio, ma era su una rocca che dominava tutto il piccolo regno e ci si poteva arrivare solo percorrendo una stradina stretta stretta e piena di curve, così nessuno, ma proprio nessuno andava mai trovarla.

Un giorno Amina scese in giardino e come faceva quasi sempre, andò nel giardino dei fiori blu che era il suo preferito, perché c’era una bella luce azzurra che si rifletteva su tutto ciò che era lì, compreso un piccolo ruscello di acqua cristallina.

Mentre Amina stava guardando il ruscello e sospirava triste pensando “Ma perché non mi viene mai a trovare nessuno e io devo stare sempre sola soletta? Come vorrei poter parlare ogni tanto con qualcuno e poter uscire di qui a vedere il mondo !!!” un pesciolino piccolo piccolo, naturalmente blu, nuotava nel ruscello proprio lì vicino e a vedere la povera Amina si intristì tanto che si fermò e disse “Ciao Amina, tu non sai chi sono io, ma io ti vedo tutti i giorni e ormai so tutto di te, aspettavo solo il momento giusto per poterti parlare”.

Naturalmente Amina si spaventò un po’ di un pesce blu che parlava ma presa dalla curiosità incominciò a fare domande al pesciolino, gli chiese chi era, da dove veniva e come mai un pesciolino come lui poteva parlare.

Il pesciolino che immaginava già lo stupore di Amina era pronto a dargli tutte le risposte che voleva e così le spiegò che veniva da un regno incantato dove tutto era luminoso e azzurro e tutti gli animaletti potevano parlare fra di loro e anche con gli gnomi i folletti e fate che popolavano quel regno.

Passavano i giorni e Amina aspettava sempre con trepidazione l’ora che poteva trascorrere nel giardino blu con il suo amico pesciolino, ormai sapeva tutto del regno dei folletti e degli animali parlanti ed era sempre più incuriosita dalle storie fantastiche che il pesciolino Topazio le raccontava.

Un giorno in cui il cielo era grigio e le nuvole bisticciavano fra di loro in maniera molto
rumorosa Amina scese nel giardino blu e come al solito si mise ad aspettare il suo amico
pesciolino ma nonostante attese ore ed ore Topazio non arrivò.
La povera Amina pensò di aver perso il suo piccolo amico blu e si sentì di nuovo tanto sola e triste che si ammalò e rimase per giorni e giorni nel suo letto a sognare il suo amico Topazio.
Ormai Amina era rassegnata ma ecco che una notte mentre stava sognando il suo amico pesciolino lui le parlò e le disse “Amina non essere triste, fammi un sorriso, uno solo sforzati e io ti porto con me a conoscere il mondo del lago blu”.
Amina felice di sentire Topazio riuscì a fare un sorriso e come per magia attraversò tante
nuvole azzurre e si ritrovò insieme a Topazio nel mondo del lago blu.

Subito tutti gli amici di Topazio le andarono intorno e le fecero una gran festa con folletti
che suonavano, gnomi che ballavano e fate che cantavano insieme ai loro amici animaletti.

Amina era così contenta che si dimenticò la sua tristezza e tutto cominciò a sembrarle più bello, l’allegria degli abitanti dl regno blu era contagiosa e anche lei cominciò a danzare e cantare con loro.

Ma Topazio, il pesciolino, aveva per lei ancora una sorpresa e senza spiegarle niente la prese per mano e la portò sulla riva del lago blu e lì le disse “ pensa a una cosa che ti faccia sentire bene e felice e vedrai che cosa succederà!”

Amina pensò al suo giardino blu dove aveva conosciuto Topazio e lo immaginò pieno di amici che giocavano con lei e fu subito felice e gioiosa e così si avverò la sorpresa che Topazio le aveva annunciato, Amina e il suo amico volarono sopra il lago seduti su una nuvola azzurra e arrivarono su un isolotto che era al centro del lago ed era circondato da una fitta nebbia bianca e da un silenzio irreale.

Topazio la accompagnò in un bellissimo castello che assomigliava a quello di Amina, anzi era proprio quello di Amina che a questi punti non riusciva più a capire cosa stava succedendo.

Arrivarono nella camera di Amina e lei vide seduto sul suo lettino un folletto blu che la
guardava sorridendo e le disse “ Ciao Amina io sono il re del mondo del lago blu e Topazio mi ha spiegato che tu sei sempre sola e triste ma se mi prometti di essere più allegra e di apprezzare le cose che ti circondano per quello che sono e di trovare un lato buono e positivo anche in quelle più semplici, insomma di vedere il mondo un po’ più in
rosa io farò ruotare il mio berretto e con una magia risolverò i tuoi problemi”

Amina senza avere nemmeno un po’ di esitazione accettò la proposta del piccolo folletto blu e dopo aver salutato i suoi nuovi amici all’improvviso si trovò di nuovo sopra la nuvola azzurra che la riportò nel mondo dei sogni.

Quando al mattino si risvegliò si ricordò del suo sogno e della promessa che aveva fatto al
folletto, ando’ dalla finestra canticchiando una canzoncina allegra allegra e quando guardò
dalla finestra vide un sacco di bambini con molti giochi e libri di fiabe e cavallini a dondolo
e chi più ne ha più ne metta.

Amina corse in giardino felice salutò tutti i suoi nuovi amici e parlando con loro scoprì che erano tutti bimbi del paese che il re suo padre aveva chiamato perché si conoscessero e potessero giocare tutti i giorni felici e spensierati.

Amina pensò piena di gioia che il suo amico Topazio e il folletto re del lago blu avevano mantenuto la promessa e che finalmente lei non sarebbe stata sola mai più.
Alla mia piccola Aurora
Con Amore la sua Mamma
TORNA ALL'INDICE DELLE STORIE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La mucca e l'orsa ballerina

C'era una volta, tanto tempo fa, una mucchina carina di nome Clementina che amava far la rima.

Passava tutto il giorno a bere acqua e a guardarsi intorno, cercando con fatica la compagnia di una vera amica.
Di giorni ne passarono finchè la mucchina, una bellissima mattina, incontrò l'orsetta ballerina.
"Ciao ciao" disse la mucchina.
"Buongiorno" rispose l'orsetta ballerina. "Mi chiamo Fiorentina" disse l'orsetta alzandosi sulla punta delle sue scarpine.
"Son venuta fin qui perché mi hanno detto che c'è un mucca, di nome Clementina, che adora far la rima".
"Ma sono io Clementina" rispose la mucchina "e adoro far la rima, fin da piccolina".
"Come mai, dimmi un po', cercavi proprio me? Puoi dirmi, ti prego, perché?"
"Perché sto scrivendo le parole per una filastrocca che accompagna il mio balletto, ma non riesco a trovare le rime giuste" disse Fiorentina.
"Non preoccuparti, o Fiorentina, hai trovato la tua mucchina che ti aiuterà a trovar la rima" rispose Clementina.
"Grazie grazie", continuò Fiorentina, "ti prego aiutami a trovare la rima per finire una filastrocca che parla di un principe che si innamora di una contadinella ma non riesce a dirle che l'ama".
E la mucchina "Non c'è problema cara orsetta, la risposta l'avrai in fretta. Ci sono un principe assai timido che non vuole dichiararsi ed una bellissima fanciulla che, lui non sa, ai suoi piedi vorrebbe gettarsi. Nel gran finale il principe le dice: o dolce fanciulla, dicono che sei un po' citrulla, ma io lo so che è una bugia e che invece sei solo magia. O bellezza, i tuoi occhi sono fiori magici che sbocciano lucenti di un particolare colore, rosso verde blu arancione non so dirti, ma io son qui per ammirarti. I tuoi capelli sono gemme, la tua pelle profuma di rosa, ti prego, vuoi diventare la mia sposa?
Ohhh, mio principe, non vedevo l'ora!!
Ti prego sposami e portami lontano dove avremo una bimba che chiameremo Aurora.
E così i due innamorati, felici e contenti, passarono i loro giorni in festa e in danze".
L'orsetta ballerina disse allora "Grazie mucchina. E' proprio il finale che volevo per il mio balletto".
"Non ringraziarmi" disse la mucchina Clementina "io ringrazio te, mia nuova amica, che cercando con fatica, ho trovato e non lascerò, finchè viver potrò".

Anaid e Ocram

TORNA ALL'INDICE DELLE STORIE