17°puntata 02-09-02
LA STORIA DELLE LAUNEDDAS
.
Durante le vacanze Stone raccontò una bellisima storia, appresa da Macignu Mannu, sulle origini di un magico strumento musicale della Sardegna...
Sadur era un vecchio pastore che viveva con la sua famiglia e le sue pecore in una capanna di pietre e paglia, poco distante dal mare:
Da diversi anni nessuna disgrazia aveva più turbato la vita dei pastori sardi che abitavano quella valle fresca , chiusa dalle montagne. Anzi, gli scambi con i mercanti che scendevano dai monti erano diventati più fiorenti e più frequenti.
I mercanti portavano frumento, legumi, frutta secca, panni , arnesi e gioielli di bronzo e ricevevano in cambio miele, formaggio, bottarga, lana, pelli e unghie di pecora:
Immerso in una calda e profumata giornata di primavera preistorica, accarezzandosi la lunga barba gialla, Sadur scrutava l'orizzonte con i suoi penetranti occhi neri circondati da rughe: rozzi panni e pelli di pecora ricoprivano il suo esile corpo olivastro.
Da giovane aveva assistito alle scorrerie dei Fenici che arrivavano lungo le coste e razziavano e distruggevano tutto quello che i poveri pastori avevano costruito con fatica.
Quel giorno Sadur era più agitato del solito e nel profondo silenzio della pianura riusciva a dimenticare le sue paure e la sua tristezza suonando i rozzi flauti di canna , costruiti con le sue mani, nei quali scaricava la sua tenerezza e la sua bontà.
Sadur sognava di maritare sua figlia con un giovane forte e onesto in grado di proteggere la sua famiglia e il suo gregge..
Il suo desiderio era di morire tranquillamente all'ombra di una quercia nella valle illuminata dal sole.
Mentre meditava, a un tratto, lontano all'orizzonte, apparvero le vele rosse delle barche dei fenici.
" Ahimè " disse Sadur, " sta per succedere quello che da tanti anni temevo ".
Chiamò subito la moglie e la figlia e disse loro : " io rimango qui con 15 pecore, crederanno che io viva solo e forse saranno magnanimi nei miei confronti. Voi scappate immediatamente con tutto il gregge e nascondetevi nelle montagne. Quando i fenici se ne saranno andati, vi raggiungerò.."
I fenici lo trovarono con poche pecore mentre tranquillo, fingendosi mezzo cieco, suonava i suoi flauti.
Frugarono nella capanna, la distrussero per accendere il fuoco, uccisero le pecore e banchettarono.
Alcuni di loro volevano legare e bastonare Sadur, ma il capo che era un giovane dai lunghi capelli neri si oppose e comandò a Sadur di suonare i suoi flauti.
Il giovane ascoltò attentamente, pensieroso e quasi triste. Poi all'improvviso ordinò a Sadur di suonare tutti i flauti insieme.
" Come farò " disse il vecchio:
" Sbrigati, se no ti farò bastonare " disse il capo.
Il vecchio cercò certe erbe filamentose e riuscì a unire in fila i suoi flauti. (Inventò così le launeddas, il tipico strumento sardo)
I fenici ascoltavano sdraiati nell'erba e pian piano, invasi dalla dolcezza del suono e presi dal tepore della primavera, si addormentarono.

passa con il mouse sullo strumento...

Al risveglio, rivolgendosi a Sadur, il giovane capo disse:
" La tua musica mi ha fatto gustare un sonno così delizioso che ho deciso di premiarti. Chiedimi quello che vuoi e io te lo accorderò ".
" Ho moglie e una figlia che amo tantissimo " disse Sadur " sono nascoste nelle montagne, se le incontri non devi far loro del male".
" Puoi farle tornare qui nella valle, nessuno vi molesterà " disse il capo.
Le donne tornarono col gregge e quando il capo dei fenici vide la giovane figlia di Sadur, le note dei flauti gli sembrarono ancora più dolci e la valle ancora più amena.
" Sposerò tua figlia " disse il capo " e resterò qui per sempre con i miei compagni per proteggere questo luogo ".
Quel giorno anche i fenici impararono il ballo tondo.
..

Per saperne di più klikkate su questi siti:

Sulle launeddas.

Sui Fenici.

TORNA ALL'INIZIO DELLA PUNTATA
VAI AVANTI...