2° Episodio 1-05-01
IL DISCORSO DI POPPY


Alle 6,45 in punto la rampa di lancio improvvisamente si illuminò di una luce bluastra, intensa e sibilante.
Gli addetti della base avevano acceso i razzi vettori

... ... ... seven, eight, six, five, four, three, two, one

B O O M M M M M M !

Un terribile boato squarcio l'aria e il missile, lasciandosi dietro una luminosa scia bianca, nel giro di pochi minuti divenne un puntino nel cielo.


Tutti ebbero un sussulto e in quel momento l'emozione di Poppy si diffuse nel cuore degli amici che seguivano con lo sguardo la velocissima traiettoria della nave spaziale.

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DAI IL VIA KLIKKA SUL RAZZO !
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Poppy a causa della velocità del missile aveva perduto i sensi e quando si riebbe, la terra gli apparve come un pallone nel quale era possibile distinguere il disegno dei continenti come nelle carte geografiche.

 

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Dentro la sala dei transistor Poppy galleggiava nel vuoto, in assenza di gravità. I suoi movimenti erano lentissimi come in una pellicola al rallentatore.
Dopo i primi tre giri in orbita, durante i quali aveva riposato per alcune ore, aprì la
scatolina di piselli, lenticchie e sedani confezionata sotto vuoto, e consumò il suo primo pasto spaziale.
Gettò la scatola nella macchina polverizzatrice delle immondizie e aprì la valigetta con gli attrezzi e i componenti elettronici per montare la stazione trasmittente necessaria per il discorso ai papaveri e alle margherite di tutto il mondo. Il cielo era blu intenso e la terra rossa con un alone arancione come una luna quando emerge dai mari tropicali.
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All'inizio del trentatreesimo giro in orbita Poppy terminò di montare la stazione trasmittente e pertanto, tutto era pronto per comunicare con i papaveri e le margherite della terra.

Il discorso di Poppy , nella lingua dei fiori, sarebbe stato captato attraverso i pistilli.
Tutti gli esseri umani, col cuore sensibile , avrebbero potuto seguire il discorso grazie alla traduzione simultanea diffusa dai pistilli dei fiori.

e qui?

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Poppy iniziò con queste parole ( che riproduciamo in lingua originale) .

TIN KLIN - AD OTSEUQ OSOILGIVAREM OIZAPS
(Carissimi amici - da questo meraviglioso spazio)

ODEV ANU ARRET AMISSILLEB EHC ITTUT OMAIBBOD EREGGETORP
( Chi vuol conoscere la chiave per capire il linguaggio può kliccare qui……..,)

mi rivolgo a tutte le margherite e i papaveri della terra ma, anche, a tutti gli esseri umani che hanno un cuore sensibile.

Gli uomini che abitano il nostro pianeta da diversi secoli stanno sviluppando la scienza, che è costituita da tutte le invenzioni rivolte al benessere dell'umanità.

Noi tutti, margherite e papaveri, siamo d'accordo sull'obbiettivo del benessere , ma non siamo più d'accordo se le scoperte della scienza vengono utilizzate per offendere i più deboli, gli animali, gli uccelli, il mare, le piante, i fiori, l'aria che respiriamo e i suoni naturali della terra.

Il mio amichetto Pincy, mi ha raccontato che 56 anni fa, a causa dell'abuso della scienza morirono carbonizzati tantissimi suoi antenati.

Questo atto di terribile violenza avvenne durante l' ultima guerra mondiale quando
il 6 e 9 agosto 1945 vennero lanciate a Hiroshima e Nagasaki due " bombe atomiche "

Dopo quel misfatto, un grande scienziato EINSTEIN e un grande filosofo Beltrand RUSSEL
insieme a tanti altri scienziati col cuore sensibile, lasciarono un importante messaggio agli uomini, conosciuto come il "testamento di Einstein":

" se sapremo utilizzare l'ingegnosità dell'uomo e la tremenda potenza delle energie di cui disponiamo per scopi pacifici e umani, troveremo aperta la via di un nuovo paradiso,
altrimenti è davanti a noi il rischio della morte universale "

Cari amici, a partire da questo momento il nostro impegno dovrà essere quello di unire tutti coloro che proteggono i più deboli, gli animali, gli uccelli,
il mare, le piante, i fiori, l'aria che respiriamo e i suoni naturali della terra.

Concluso il discorso, Poppy, mando giù una piccola razione di piselli, lenticchie e sedani e riposò per qualche ora sospeso nel vuoto in un'amaca virtuale.

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... leggi al contrario le singole parole... ...

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